martedì 20 settembre 2016

L’ideologia gender danneggia i bambini

«Condizionare i bambini a credere che una vita di personificazione chimica e chirurgica dell’altro sesso sia normale e salutare è abuso sui minori». Un articolo dell’American College of Pediatricians spiega le motivazioni scientifiche per cui la teoria del gender è assolutamente inconcepibile.

da www.acpeds.org/the-college-speaks/position-statements/gender-ideology-harms-children, traduzione di Gianluca Iori, Voci del Verbo.


L’American College of Pediatricians richiama gli educatori e i legislatori a respingere tutti i tipi di regolamenti che condizionino i bambini ad accettare come normale una vita di personificazione chimica e chirurgica del sesso opposto. I fatti – non l’ideologia – determinano la realtà.

1. La sessualità umana è un tratto biologico oggettivo di tipo binario: “XY” e “XX” sono gli indicatori genetici rispettivamente di maschio e femmina, non sono indicatori genetici di un disordine. La norma per la natura umana è di essere concepiti come maschio o femmina. La sessualità umana è binaria per natura, con l’ovvio scopo di permettere la riproduzione e lo sviluppo della nostra specie. Questo principio è evidente. I rarissimi disordini dello sviluppo sessuale (DSD), tra cui, ma non solo, la femminilizzazione testicolare e l’iperplasia adrenale congenita, sono tutte deviazioni medicalmente identificabili dalla norma sessuale di tipo binario, e sono giustamente riconosciute come disordini della natura umana. Gli individui con DSD non costituiscono un terzo sesso.[1]

2. Nessuno nasce con un genere. Tutti nascono con un sesso biologico. Il genere (la consapevolezza e percezione di sé come uomo o donna) è un concetto sociologico e psicologico; non un concetto biologico. Nessuno nasce con la consapevolezza di sé come maschio o femmina; questa consapevolezza cresce col tempo e, come tutti i processi di sviluppo, può essere sviata dalle percezioni soggettive del bambino, dalle relazioni ed esperienze avverse a partire dall’infanzia. Le persone che sostengono di “sentirsi dell’altro sesso” o di “essere una via di mezzo”, non costituiscono un terzo sesso. Rimangono biologicamente uomini o donne. [2][3][4]

3. Il credere che una persona sia qualcosa che non è, è, perlomeno, un segno di pensiero confuso. Quando un maschio biologico sano crede di essere una femmina, o, viceversa, quando una femmina biologica sana crede di essere un uomo, esiste un problema psicologico oggettivo che risiede nella mente, non nel corpo e che quindi dovrebbe essere trattato come tale. Questi bambini soffrono di disforia di genere. La disforia di genere (GD), precedentemente nota come Disturbo dell’Identità di Genere (GID), è un disordine mentale riconosciuto nella più recente edizione del Diagnostic and Statistical Manual of the American Psychiatric Association (DSM-V).[5] Le teorie secondo cui la disforia di genere abbia origini di tipo psicodinamico e sociale non sono mai state smentite. [2][4][5]

4. La pubertà non è una malattia e gli ormoni che bloccano la pubertà possono essere pericolosi. Che tale blocco sia reversibile o meno, questi ormoni inducono uno stato di malattia – l’assenza di pubertà – e inibiscono la crescita e la fertilità in un bambino precedentemente in salute. [6]

5. Secondo il DSM-V, fino al 98% dei ragazzi e al 88% delle ragazze che sono confusi/e sul proprio genere, alla fine accettano il loro sesso biologico in maniera naturale una volta passata la pubertà. [5]

6. I bambini che usano ormoni che bloccano la pubertà per impersonare il sesso opposto, necessiteranno di ormoni sessuali cross-sex in tarda adolescenza. Gli ormoni sessuali cross-sex (testosterone ed estrogeni) sono associati a pericolosi rischi per la salute tra cui, ma non solo, pressione alta, coaguli di sangue, ictus e cancro. [7][8][9][10]

7. I tassi di suicidio sono 20 volte più grandi tra adulti che usano ormoni sessuali e che hanno affrontato operazioni chirurgiche per il cambiamento di sesso, persino in Svezia, che è uno tra i paesi più gay-friendly al mondo. [11] Quale persona compassionevole e ragionevole condannerebbe dei bambini a questo destino, sapendo che dopo la pubertà fino al 98% dei maschi e al 88% delle femmine alla fine accetterà la realtà e arriverà ad avere uno stato di salute fisica e mentale?

8. Condizionare i bambini a credere che una vita di personificazione chimica e chirurgica dell’altro sesso sia normale e salutare è abuso sui minori. Portare a credere che la discordanza di genere sia normale mediante le leggi o l’istruzione pubblica confonderà bambini e genitori, portando sempre più bambini a presentarsi alle “cliniche di genere” dove saranno loro somministrati medicinali per bloccare la pubertà. Questo, a sua volta, implica potenzialmente che “sceglieranno” una vita passata ad assumere ormoni cancerogeni o tossici e, probabilmente, una volta diventati giovani adulti, considereranno di mutilare chirurgicamente parti sane del loro corpo.

Dr. Michelle A. Cretella
Presidente della American College of Pediatricians


Dr. Quentin Van Meter
Vice Presidente della American College of Pediatricians
Pediatra Endocrinologo


Dr. Paul McHugh
Illustro Professore Ordinario di Psichiatria al John Hopkins Medical School e precedentemente capo psichiatra al John Hopkins Hospital 



Chiarimenti riguardo a FAQ riguardanti i punti 3 e 5:

Riguardo al punto 3: “Dove indica l’APA o il DSM-V che la disforia di genere è un disordine mentale?”
L’APA (American Psychiatric Association) è l’autore del DSM-V (Manuale diagnostico e statistico dei disordini mentali, V Edizione). L’APA dichiara che quelli danneggiati ed afflitti dalla loro disforia di genere soddisfano i criteri della definizione di un disordine. Il presente Collegio non è a conoscenza di nessuna letteratura medica che documenti un bambino affetto da disforia di genere che cerchi ormoni che bloccano la pubertà, che non sia significativamente afflitto dal pensiero di passare attraverso il normale e salutare processo della pubertà.
Dal fact sheet del DSM-V:

L’elemento critico della disforia di genere è la presenza di afflizione clinicamente significativa associata alla condizione.
Questa condizione causa afflizione clinicamente significativa o danneggiamenti in aree di funzionamento importanti come l’area sociale, occupazionale ed altre.

 
Riguardo al punto 5: “Dove sono indicati nel DSM-V i tassi di risoluzione della disforia di genere?”
A pagina 455 del DSM-V sotto “La disforia di genere senza un disordine di sviluppo sessuale” afferma: “I tassi di persistenza della disforia di genere dall’infanzia all’adolescenza o età adulta variano. In individui nati maschi, la persistenza varia dal 2,2% al 30%. Negli individui nati femmina, la resistenza varia dal 12% al 50%.” Un semplice calcolo matematico permette di calcolare che per individui nati maschi la risoluzione avviene fino al 100% - 2,2% = 97,8% (circa il 98% dei ragazzi confusi riguardo al proprio genere). Analogamente, per individui nati femmina la risoluzione avviene fino al 100% - 12% = 88% delle ragazze confuse riguardo al proprio genere.

Il pensiero di fondo è questo: i nostri oppositori sostengono, senza basi scientifiche, un nuovo standard di cura per bambini con una condizione psicologica (disforia di genere), che altrimenti si risolverebbe dopo la pubertà per la stragrande maggioranza dei pazienti coinvolti. In particolare, consigliano: 1) l’affermazione di pensieri del bambino che vanno contro la realtà fisica; 2) la castrazione chimica di questi bambini prima della pubertà con agonisti GnRH (bloccante della pubertà che causa infertilità, crescita rachitica, scarsa densità ossea e un impatto sconosciuto sullo sviluppo celebrale) e, infine, 3) la sterilizzazione permanente di questi bambini prima dei 18 anni per mezzo degli ormoni cross-sex.

Incoraggiare ragazzini affetti da disforia di genere ad impersonare il sesso opposto e quindi stabilire la soppressione della pubertà è una ovvia conseguenza di tale comportamento. Se un ragazzino (che è destinato a diventare un uomo), che si chiede se sia o no un maschio, è trattato come una femmina, e si vede quindi soppresso il suo naturale progresso della pubertà a diventare uomo, non abbiamo forse fatto sì che il risultato sia inevitabile? Tutti i suoi coetanei dello stesso sesso si sviluppano diventando uomini, le sue amiche femmine diventano donne, ma lui rimane un ragazzino in età pre-puberale. Egli sarà rimasto psicologicamente isolato e da solo. Sarà rimasto con l’impressione psicologica che qualcosa non va. Sarà meno capace di identificarsi con i compagni dello stesso sesso e con l’essere uomo, e quindi più probabilmente si identificherà come “non-maschio” o come femmina.

In più, le neuroscienze ci rivelano che la corteccia pre-frontale del cervello, la quale è responsabile del giudizio e della valutazione del rischio, non è matura fino ad una età di circa 25 anni. Non è mai stato così scientificamente chiaro che i bambini e gli adolescenti non sono capaci di compiere decisioni ponderate riguardanti interventi medici permanenti, irreversibili e che alterano la vita. Per questa ragione, il presente Collegio mantiene la convinzione che sia un abuso promuovere questa ideologia, prima di tutto per il benessere degli stessi bambini affetti da disforia di genere, e secondariamente, per tutti i loro compagni non affetti dalla disforia, molti dei quali metteranno conseguentemente in discussione la loro identità di genere, e affronteranno violazioni del loro diritto alla privacy del loro corpo e alla sicurezza.

_____________________________

[1] Consortium on the Management of Disorders of Sex Development, “Clinical Guidelines for the Management of Disorders of Sex Development in Childhood.” Intersex Society of North America, March 25, 2006. Accessed 3/20/16 from www.dsdguidelines.org/files/clinical.pdf.

[2] Zucker, Kenneth J. and Bradley Susan J. “Gender Identity and Psychosexual Disorders.”FOCUS: The Journal of Lifelong Learning in Psychiatry. Vol. III, No. 4, Fall 2005 (598-617).

[3] Whitehead, Neil W. “Is Transsexuality biologically determined?” Triple Helix (UK), Autumn 2000, p6-8. accessed 3/20/16 from www.mygenes.co.nz/transsexuality.htm; see also Whitehead, Neil W. “Twin Studies of Transsexuals [Reveals Discordance]” accessed 3/20/16 from www.mygenes.co.nz/transs_stats.htm.

[4] Jeffreys, Sheila. Gender Hurts: A Feminist Analysis of the Politics of Transgenderism. Routledge, New York, 2014 (pp.1-35).

[5] American Psychiatric Association: Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition, Arlington, VA,
American Psychiatric Association, 2013 (451-459). See page 455 re: rates of persistence of gender dysphoria.

[6] Hembree, WC, et al. Endocrine treatment of transsexual persons: an Endocrine Society clinical practice guideline. J Clin Endocrinol Metab. 2009;94:3132-3154.

[7] Olson-Kennedy, J and Forcier, M. “Overview of the management of gender nonconformity in children and adolescents.” UpToDate November 4, 2015. Accessed 3.20.16 from www.uptodate.com.

[8] Moore, E., Wisniewski, & Dobs, A. “Endocrine treatment of transsexual people: A review of treatment regimens, outcomes, and adverse effects.” The Journal of Endocrinology & Metabolism, 2003; 88(9), pp3467-3473.

[9] FDA Drug Safety Communication issued for Testosterone products accessed 3.20.16:
www.fda.gov/Drugs/DrugSafety/PostmarketDrugSafetyInformationforPatientsandProviders/ucm161874.htm.

[10] World Health Organization Classification of Estrogen as a Class I Carcinogen:
www.who.int/reproductivehealth/topics/ageing/cocs_hrt_statement.pdf.

[11] Dhejne, C, et.al. “Long-Term Follow-Up of Transsexual Persons Undergoing Sex Reassignment Surgery: Cohort Study in Sweden.” PLoS ONE, 2011; 6(2). Affiliation: Department of Clinical Neuroscience, Division of Psychiatry, Karolinska Institutet, Stockholm, Sweden. Accessed 3.20.16 from http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0016885.

lunedì 5 settembre 2016

Apologetica con Sant’Ireneo 
da www.catholic.com

I primi padri della Chiesa rappresentano risorse indispensabili per l’apologetica cattolica, in quanto aiutano a colmare la distanza tra i nostri tempi e quelli degli apostoli. Non solo ci forniscono prove extra-bibliche della vita e degli insegnamenti di Gesù Cristo, ma ci danno anche una grande quantità di spunti per capire ciò che credevano i primi cristiani e come essi interpretavano le Scritture.

Questo può servire per dimostrare che alcune dottrine caratteristiche dei cattolici venivano credute già dall’inizio. Oggi (28 Giugno) è la festa di un padre della Chiesa che è di particolare aiuto nell’apologetica: Sant’Ireneo.

Ireneo nasce intorno al 125 d.C. a Smirne, in Asia Minore (l’odierna Turchia). Era Vescovo di Lione nelle Gallie. Sia i cattolici che gli Ortodossi orientali lo riconoscono come santo. La sua opera maggiormente conosciuta è Contro le Eresie, in cui confuta gli insegnamenti degli gnostici. Buona parte del suo lavoro è incentrato sulla teologia e per questo è una eccellente risorsa per dimostrare come ciò che credono i cattolici abbia le sue radici nella chiesa primitiva.

Sulla Santa Trinità
Qualche setta quasi-cristiana come i Mormoni e i Testimoni di Geova, negano la dottrina della Trinità. Tuttavia questo insegnamento è confermato non solo nei credi primitivi della Chiesa ma anche negli scritti dei primi Cristiani. Sant’Ireneo scrive:
La Chiesa, benché sparsa nel mondo intero, fino ai confini della terra, ricevette dagli apostoli e dai loro discepoli la fede in un solo Dio, Padre onnipotente, «che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi» (Sal 145,6); e in un solo Gesù Cristo, il Figlio di Dio, che si è incarnato per la nostra salvezza; e nello Spirito santo, che per mezzo dei profeti ha annunciato le economie, la venuta, la nascita dalla Vergine, la passione, la risurrezione dai morti, l’assunzione al cielo nella carne del diletto Gesù Cristo nostro Signore e il ritorno dal cielo nella gloria del Padre, per «ricapitolare tutte le cose» (Ef 1,10) e risuscitare ogni carne di tutto il genere umano: affinché davanti a Cristo Gesù, Signore nostro, Dio Salvatore e Re, secondo il beneplacito del Padre invisibile, «si pieghi ogni ginocchio delle creature celesti, terrestri e sotterranee, e ogni lingua lo riconosca» (Fil 2,10-11)
(Contro le Eresie, 1:10:1)

Sull’autorità della Chiesa Cattolica
I vescovi della Chiesa Cattolica sono i successori degli apostoli originari scelti da Gesù Cristo. Sant’Ireneo spiega
«La tradizione degli Apostoli, manifesta in tutto il mondo, può essere riscontrata in ogni Chiesa da coloro che vogliono conoscere la verità. Potremmo qui enumerare i vescovi stabiliti dagli Apostoli e i loro successori fino a noi: essi non insegnarono e non conobbero affatto ciò che costoro [gli gnostici] vanno delirando.»
(Contro le Eresie, 3:3:1).
 La Chiesa cattolica insegna anche che Gesù elargì a San Pietro un posto speciale tra gli apostoli in quanto capo della Chiesa, rendendolo primo papa (Matteo 16:18). Ireneo spiega che questa era la Tradizione della Chiesa ai suoi tempi:
«Ma poiché sarebbe troppo lungo enumerare in un volume come questo le successioni di tutte le Chiese, ci limiteremo alla Chiesa più grande e antica, a tutti nota fondata e costituita in Roma dai gloriosissimi Apostoli Pietro e Paolo e, indicando la sua tradizione, ricevuta dagli Apostoli e giunta fino a noi attraverso la successione dei suoi vescovi, confondiamo tutti quelli che per compiacenza di sé o vanagloria, per cecità o errore si allontanano dall'unità della Chiesa. Con questa Chiesa infatti, in ragione della sua origine più eccellente (propter potentiorem principalitatem), deve necessariamente accordarsi ogni Chiesa, cioè i fedeli di tutto il mondo, poiché in essa sempre è stata conservata la tradizione apostolica per tutti gli uomini»
(Contro le Eresie, 3:3:2).
  
Sulla Presenza Reale di Gesù nell’Eucaristia
La Chiesa cattolica insegna che Gesù è letteralmente presente – corpo, sangue, anima e divinità – nell’Eucaristia. Che anche i primi cristiani insegnavano ciò, è confermato negli scritti di Ireneo:
«[Egli] dichiarò che il calice proveniente dalla creazione è il suo proprio sangue e proclamò che il pane proveniente dalla creazione è il suo proprio corpo, con il quale si fortificano i nostri corpi. Se dunque il calice mescolato e il pane preparato ricevono la parola di Dio e divengono Eucaristia, cioè il sangue e il corpo di Cristo, e, se con essi si fortifica e si consolida la sostanza della nostra carne, come possono dire che la carne non è capace di ricevere il dono di Dio che è la vita eterna: la carne che si nutre del sangue e del corpo di Cristo ed è sue membra? (Contro le Eresie, 5:2)

Su Maria, la Madre di Dio
Maria è la madre di Gesù e Gesù è Dio, dunque i cattolici si riferiscono a Maria come “Madre di Dio”. Molti cristiani fondamentalisti affermano che la Vergine Maria non ha portato Dio nel suo grembo. Invece, affermano, Maria ha portato solo la natura umana di Gesù. Ma questo non è ciò che credevano i primi cristiani. Sant’Ireneo scrive:
«La vergine Maria, essendo obbediente alla sua parola, ricevette dall'angelo la buona novella che avrebbe portato Dio» 
(Contro le Eresie, 5:19:1)

mercoledì 31 agosto 2016

Che c’è di male nella pornografia? - Parte 2
di Jason Evert

Che conseguenze ha la pornografia sulle donne?
Dal momento che insegna agli uomini a pensare alle donne come ad oggetti da essere usati invece che come a persone da essere amate, i ragazzi parlano delle donne come degli oggetti e le trattano come oggetti. Un produttore di film dell’industria pornografica ha ammesso: «l’unico motivo per cui lavoro in questo settore è quello di soddisfare il desiderio degli uomini nel mondo, a cui praticamente non interessa molto delle donne che vogliono vedere gli uomini che lavorano con me che vanno con le donne che loro non hanno potuto avere quando crescevano. Lo credo fermamente, e l’industria mi odia per questo motivo»[5].

Quando gli uomini imparano il loro  concetto di intimità dai video e dalle riviste, potrebbero accettare l’idea che il “no” di una donna sia in realtà un sì e che lei goda nel venir usata. Questo conduce ad una mentalità da stupratore. Considera, ad esempio, uno studio fatto nella zona della città di Oklahoma. Quando sono state chiusi 150 business sessuali, il tasso di stupro è diminuito del 27% in cinque anni, mentre i tassi nel resto della città sono aumentati del 19%. A Phoenix, in Arizona, i quartieri che ospitavano negozi pornografici avevano il 500% di crimini sessuali rispetto ai quartieri senza negozi porno.[7]

Ted Bundy ha violentato e ucciso dozzine di donne. Condannato a morte sulla sedia elettrica, ha richiesto che la sua ultima intervista fosse con il dottor James Dobson, il fondatore di Focus on the Family. In quell’incontro Bundy parlò apertamente della pornografia e disse al dottor Dobson che tutti i suoi problemi cominciarono lì. Spiegò che tutti i suoi compagni di galera avevano un’ossessione per la pornografia prima di entrare in prigione. Le riviste e i video porno sono alla radice di innumerevoli stupri e omicidi. Anche tantissime  vittime di molestie sui bambini riferiscono che venivano esposti a pornografia nel tentativo di venire sedotti. Nessuno può dire ai mariti, ai figli, ai parenti e ai genitori di quelle donne violate e uccise che la pornografia non fa male. Inoltre, non ti farebbe infuriare se un ragazzo semplicemente guardasse la donna che ami allo stesso modo in cui tu guardi la pornografia?

Bisogna anche sottolineare che la pornografia non è semplicemente un problema dei ragazzi. Anche molte donne hanno questi problemi e subiscono le stesse conseguenze. Se anche tu sei una donna e hai queste difficoltà, non sei da sola. Molte donne hanno scritto articoli per il nostro blog sulle loro esperienze con la pornografia e su come sono riuscite a liberarsene.

Che conseguenze ha la pornografia sui matrimoni?
Sinceramente, la pornografia è il modo perfetto per sparare in testa il tuo futuro matrimonio. Immagina un giovane che ha l’abitudine di guardare pornografia e non lo dice alla sua fidanzata. Spero che quando sarà sposato, i desideri di eccitazioni sessuali illecite svaniranno. Ma che fine fa la sua lussuria dopo il matrimonio? Non scompare; viene imposta a sua moglie. La pornografia gli ha insegnato a reagire al valore sessuale di una donna e a nient’altro. Si è allenato a credere che le donne dovrebbero essere sempre fisicamente perfette e costantemente sessualmente accessibili.

Se anche razionalmente rigetta questa visione, rimane il fatto che la pornografia ha distorto il modo in cui guarda le donne. Si può dire che vede il mondo attraverso occhiali-porno. Sa guardare le donne soltanto attraverso le lenti della lussuria. Uno psicologo che si è specializzato in problemi sessuali ha notato che «più tempo trascorri in questo mondo di fantasia, e più difficile diventa poi passare alla realtà»[8].

Finché la moglie di un uomo è una Barbie grandezza naturale con una squadra di truccatori e parrucchieri che la seguono per tutta la casa, le cose potrebbero andare lisce per un po’ di tempo. Ma quando la realtà si confronta con la fantasia, l’uomo rimarrà deluso e l’immagine che la donna ha di se stessa soffrirà. Nessuna donna reale potrà mai dare soddisfazione ai suoi desideri e alle sue fantasie disordinate. Questi si focalizzano esclusivamente sulla gratificazione egoista piuttosto che sul dono mutuo e sulla gioia di far piacere al proprio sposo.
Una donna ha spiegato che se la compagna reale di un uomo non è sempre disponibile sessualmente e se non vuole sempre fare quello che lui desidera come le donne su cui ha fantasticato, potrebbe accusarla di essere una bigotta. Potrebbe accusarla di essere grassa, a differenza delle modelle che lui adora. Se lei ha delle necessità, a differenza delle immagini passive delle riviste, allora lei potrebbe sembrare troppo esigente per lui [9].

In altre parole, non ci vorrà molto per incolparla dei suoi disordini; le sue fantasie lo avranno privato della capacità di essere veramente intimo con sua moglie. Un motivo per cui è incapace di avere una sana intimità con sua moglie è che l’intimità non è una fuga dalla realtà ma la capacità di vedere la bellezza dell’altro. La presenza della lussuria nel cuore dell’uomo blocca la sua capacità di vedere la donna come una persona. L’ha ridotta ad un oggetto e ha ignorato il suo valore come persona. Quando accade questo, lui perde l’amore. La vera intimità è impossibile.

Si è detto che il problema con la pornografia non è che mostra troppo, ma che mostra troppo poco. Riduce una donna a nient’altro che al suo corpo. Così un uomo dedurrà che migliore è il corpo e migliore è la donna. Con questa impostazione mentale gli uomini non solo si aspettano che le loro future mogli siano perfette quanto Miss Settembre; ma non apprezzano neanche le qualità più belle e preziose di una donna, dal momento che le foto di una rivista non potranno mai rivelarle. Questo induce gli uomini a cercare altrove in una impossibile tentativo di soddisfare la loro lussuria. Dopotutto, la pornografia favorisce la falsa mentalità secondo cui il sesso casuale e senza prendere impegni sia il più soddisfacente e piacevole. E chi è che non vuole essere soddisfatto?

Una risposta all’insoddisfazione coniugale spesso causata dall’abitudine della pornografia è di portarla nella camera da letto. Questo è un vano tentativo da parte dell’uomo di ottenere l’eccitamento illecito verso cui si è attaccato. La povera moglie potrà permetterlo, ma la gioia dell’amore è fuggito dall’uomo, che non vede più il valore della persona e il bisogno di negare se stesso per il suo bene. Le coppie sposate che usano la pornografia ottengono che i loro problemi coniugali diventano peggiori. Se un marito ha bisogno di fingere che sua moglie è qualcun altro affinché lui sia eccitato, allora diventerà sempre meno attratto da lei. Invece di amarla, sta distruggendo l’amore tra di loro. Nel momento in cui dovrebbe rinnovare i voti matrimoniali con il suo corpo, commette adulterio nella sua mente.
Dato che gli effetti della pornografia sono così disastrosi, gli uomini e le donne cristiane hanno l’obbligo di liberarsene. Secondo Giovanni Paolo II, Dio «affida la dignità di ogni donna come compito a ciascun uomo»[10]. Quando agiamo in un modo che è contrario alla dignità degli altri, agiamo in maniera contraria alla nostra stessa dignità. Per questo motivo, il Santo Padre dice, «ogni uomo deve guardare dentro se stesso per capire se colei che gli è stata affidata come una sorella nell’umanità, come una sposa, non sia diventata nel suo cuore un oggetto di adulterio»[11].

Se anche la pornografia non avesse effetti negativi sulle persone, non dobbiamo mai dimenticare che il peccato non è semplicemente una questione sociale. Dobbiamo amare il nostro prossimo, ma dobbiamo anche onorare Dio in tutte le nostre azioni e pensieri. Guardare con lussuria le sue figlie è un peccato grave, anche se nessuna rimane incinta a causa dell’immaginazione di un altro. «Fuggi le passioni giovanili; cerca la giustizia, la fede, la carità, la pace, insieme a quelli che invocano il Signore con cuore puro» (2 Timoteo, 2:22).
______________________________________________

[5] Robert Stoller, Porn: Myths For The Twentieth Century (New Haven, Conn.: Yale University Press, 1993), 31.
[6] Stoller, 32.
[7] U.S. Department of Justice, Child Pornography, Obscenity and Organized Crime (Washington D.C., February 1988).
[8] Edward Marriot, “Men and Porn”, The Guardian (8 Novembre 2003).
[9] Laurie Hall, “When Fantasy Meets Reality”(www.pureintimacy.org)
[10] Papa Giovanni Paolo II, udienza generale, 24 Novembre 1982. Citato in Man and Woman he Created Them, 519.
[11] Papa Giovanni Paolo II, lettera apostolica, Mulieris Dignitatem 14 (sulla dignità e vocazione delle donne) (Boston: Paoline, 1988).
Che c’è di male nella pornografia? - Parte 1
di Jason Evert


Il problema dell’utilizzo della pornografia è che evira gli uomini, degrada le donne, distrugge i matrimoni e offende il Signore. Forse starai pensando: “Non stai un po’ esagerando? Insomma, che c’è di male nel guardare qualche sito?”. Dai un’occhiata agli effetti della pornografia e capirai perché i veri uomini non la guardano.

Che conseguenze ha la pornografia sugli uomini?
Per cominciare, dato che paralizza la sua capacità di amare, lo priva della sua capacità di essere un uomo. L’essenza della virilità consiste nella prontezza a negare se stessi per il bene dell’amata. È per questo che San Paolo ricorda ai mariti nella sua Lettera agli Efesini che il loro amore deve essere come quello di Cristo, che ha accettato di essere crocifisso per la sua amata, la Chiesa (Efesini, 5:21-33).
La pornografia ostacola questa chiamata. Invece di negare se stesso per il bene della donna, l’uomo, attraverso la pornografia, nega alla donna la sua dignità per soddisfare la propria lussuria. In sostanza, la pornografia è un rifiuto della nostra chiamata ad amare come ama Dio. Non c’è da meravigliarsi che coloro che la usano non sono mai soddisfatti. Solo l’amore dà soddisfazione. Un terapeuta matrimoniale ha osservato che «le persone che guardano pornografia si sentono morte dentro e stanno cercando di evitare di rendersi consapevoli di quel dolore. C’è un senso di liberazione che è temporaneo: ecco perché la pornografia è così ripetitiva. Devi rifarlo ancora e ancora.»[1]

Le sue opinioni sono ben comprese da coloro che si sentono intrappolati dal fascino della lussuria. Una persona dipendente dalla pornografia e in via di recupero ha ammesso che vedere la pornografia «porta una delusione intensa, precisamente perché non è quello che sto cercando. È più o meno come una persona affamata che sta fuori la finestra di un ristorante, pensando che verrà servita»[2]

In un certo senso, il fatto che la pornografia permette agli uomini di appagare la loro lussuria senza doversi preoccupare di gravidanze o malattie, è parte del problema. Incoraggia gli uomini a vivere in un mondo in cui la sessualità offre solo piacere senza significato o conseguenze, un mondo in cui «nessuna donna rimane incinta, nessuno si prende una malattia, nessuno mostra sensi di colpa, paure, rimorsi, imbarazzo o sfiducia. Nessuno soffre per l’attività sessuale di altri e gli uomini, come minimo, sono sempre spensierati e senza freni… La priorità di proteggere amorevolmente il proprio compagno è di poca preoccupazione nella pornografia perché non sembra possibile alcun danno»[3].

Vivere in un mondo di fantasia permette ad un ragazzo di scappare dalla realtà e fuggire dalle esigenze dell’amore autentico. Quindi in realtà non lo libera. Lo rende schiavo. In parole povere, la pornografia è la rinuncia dell’amore. Come ha detto lo scrittore Christopher West, «[la pornografia] cerca di favorire precisamente quelle distorsioni dei nostri desideri sessuali contro cui dobbiamo lottare per scoprire l’amore vero»[4].

Per la persona che si abbandona alla pornografia, lo scopo del sesso diventa il soddisfacimento dei “bisogni” erotici, e non una comunicazione di vita e di amore. La pornografia insegna all’uomo a valutare una dona sono in base a quello che lei gli dà invece che in base alla persona che è. Dato che è così concentrato su quello che sta prendendo, non impara a dare.

Alcuni ragazzi si liberano di questi argomenti dicendo, “i ragazzi sono ragazzi”, oppure “sto solo apprezzando la bellezza della femminilità”, oppure “mi piacciono gli articoli delle riviste”. A volte si rendono conto di quanto sono non convincenti questi argomenti e diventano risentiti, dicendo ”vuoi reprimere la sessualità e privare le donne della loro libertà. Non ti fa bene avere un così basso apprezzamento per le donne!”. Questo atteggiamento difensivo è evidente nel modo in cui gli strip club si presentano come “club per gentiluomini” per “intrattenimento per adulti”. Perché mai un uomo sente il bisogno di giustificare il suo comportamento? Un uomo non ha bisogno di annunciare che è un gentiluomo, né gli adulti hanno bisogno di ricordare agli altri che sono maturi. Le azioni parlano da sole.

Eppure, anche quando la mancanza di autocontrollo di uomo lo rende immaturo e il suo comportamento non può essere conciliato con il titolo “gentiluomo”, sente ancora il bisogno di identificarsi con l’autentica virilità. Non importa quanto andiamo a fondo: Cristo ha stampato nel nostro essere la chiamata ad amare come lui ama. Se sbrogliamo le bugie e ci avviciniamo umilmente al Signore con tutte le nostre ferite, lui ci innalzerà e ci renderà veri uomini. Per fare questo, dobbiamo avere il coraggio e l’umiltà di guardare al suo piano per l’uomo e la donna. Quando Gesù ci ha avvertito che chiunque guarda con lussuria una donna commette adulterio con lei nel suo cuore (Matteo, 5:28), ha detto in maniera molto chiara che non è sufficiente evitare le gravidanze o le malattie. Non è sufficiente neanche evitare contatti sessuali impuri; dobbiamo resistere anche a pensieri e sguardi sessuali impuri.

_______________________________________________

[1] Estela Welldon, citata in Edward Marriot “Men and Porn”, The Guardian (8 Novembre 2003).
[2] John Paul Day, citato in Edward Marriot “Men and Porn”, The Guardian (8 Novembre 2003).
[3] Richard Wetzel, M.D. Sexual Wisdom (Ann Arbor, Michigan: Proctor Publications, L.L. C., 1998), 72.
[4] Christopher West, Good News About Sex and Marriage (Ann Arbor, Michigan: Servant Publications 2000), 84.

lunedì 29 agosto 2016

Domande e Risposte sull'Aborto

Come affrontare il tema dell'aborto

Un breve libretto per imparare a rispondere alle obiezioni più comuni sul tema dell'aborto:
  • Che c'è di male nell'aborto?
  • Non è un essere umano, è solo un grumo di cellule
  • Va bene, è un essere umano, ma ancora non è una persona
  • L'aborto è una cosa brutta ma bisogna lasciare alla donna la libertà di scegliere
  • In caso di malformazione del bambino non si può essere così egoisti da mettere al mondo un infelice
  • Non si può obbligare una donna a partorire il frutto di una violenza
  • Mio il corpo, mia la scelta!
  • Legalizzare l'aborto è necessario per liberare le donne dai pericoli dell'aborto clandestino
  • Tutto sommato la legge 194 è una buona legge: va solo applicata meglio
Nella sezione finale del libretto vengono mostrate anche alcune foto di feti abortiti e vengono spiegate nel dettaglio alcune tecniche mediche utilizzate per eliminare il bimbo.

Scarica gratuitamente Domande e Risposte sull'Aborto in pdf:







mercoledì 17 agosto 2016

Cosa sono le Giornate di Formazione?

Dal 7 al 14 Agosto a Tuscania si sono svolte le V Giornate di Formazione organizzate dall'Istituto del Verbo Incarnato. In cosa consistono?


Dal 7 al 14 agosto si sono tenute a Tuscania (VT), presso il Monastero che è stato delle Clarisse, le “Giornate di formazione” dell’Istituto del Verbo Incarnato. Giunte alla V edizione, hanno visto la partecipazione di famiglie, giovani, seminaristi, suore e sacerdoti provenienti da tante parti d’Italia (e anche da altri Paesi come la Spagna e l’Albania) e qui convenute per una settimana di approfondimento della fede cattolica.

Il crescente successo di queste iniziative promosse dall’Istituto del Verbo Incarnato non consiste ovviamente solo nel numero dei partecipanti, che dalla prima edizione a Bracciano (contava poche decine di persone) è passato alle centinaia di quest’anno, ma sta soprattutto nella giusta miscela di preghiera, studio, convivialità  che hanno contrassegnato le attività formative. Avendo partecipato sin dalla prima edizione con la mia famiglia posso testimoniare con gioia quanto bene e frutti di grazia ho visto sui volti di tanti partecipanti, che potendo approfittare della serenità cristiana e degli argomenti trattati nelle Giornate di formazione, hanno potuto proseguire e fruire  degli Esercizi spirituali di S.Ignazio di Loyola (divisi per maschi e per femmine) dettati dai Padri dell’IVE al termine delle Giornate.

Tornando ai contenuti delle Giornate stesse, quest’anno sono stati argomentati da specialisti e studiosi qualificati, specifici temi quali: le radici cristiane dell’Europa, la falsificazione della storia (in particolar modo le Crociate e l’Inquisizione), l’ideologia gender e le sfide bioetiche dell’utero in affitto e dell’eutanasia, le battaglie contro l’aborto e la “cultura della morte”, l’unicità della salvezza della Chiesa cattolica, il Sacramento del Matrimonio e la paternità di Dio, modello di ogni paternità, l’adozione e la paternità spirituale, i metodi naturali nella morale coniugale, la castità e la necessità della preghiera, le difficoltà della testimonianza cristiana nei diversi ambiti della vita quotidiana (nell’università, nel mondo giovanile, nel lavoro), la sfida delle sette e l’analisi della cosiddetta “New Age”, i problemi posti dall’ateismo e dall’evoluzionismo, le persecuzioni anticristiane in diverse parti del mondo, i miracoli di Lourdes ed i motivi profondi e razionali per credere, i fondamenti dell’arte sacra e la dimensione del Verbo Incarnato nell’arte, l’analisi letteraria e cattolica di Tolkien, la ricerca del senso e del significato nell’opera di Victor Frankl, l’analisi della rivoluzione e del progressismo anticristiano. Una sessione plenaria è stata affidata all’attualità del Beato Piergiorgio Frassati, leader cattolico e modello per ogni giovane laico.

Seppur all’insegna della formazione e dello studio, non è stato per nulla trascurato l’aspetto ludico, tanto che si sono costituite tre squadre che hanno preso il nome da altri modelli di santità “laica” come il Beato Frassati (Santa Gianna Beretta Molla, San Tommaso Moro e San Giuseppe Moscati), che hanno dato vita a sane competizioni attraverso giochi, danze, canti, tornei di calcio e di pallavolo, animando tutta l’attività dei partecipanti. Ovviamente si è privilegiata la spiritualità di tutte le iniziative, con la possibilità della Santa Messa quotidiana, la recita delle Lodi e dei Vespri, l’Adorazione del Santissimo Sacramento, la recita della Via Crucis accompagnata con devozione da canti liturgici, la possibilità della Confessione e della direzione spirituale, la Professione solenne del Credo.

Ogni sera si è potuto gustare insieme o la visione di un film con argomenti cristiani o  una riflessione curata dalle Suore del Verbo Incarnato sulla Via Crucis o uno spettacolo interessante con alcuni giovani di canzoni e musica con contenuti di fede. La presenza di Cristo e della sua Croce, assieme alla statua della Madonna, ha testimoniato perpetuamente l’amore alla Chiesa e la volontà di impegnarsi nell’apostolato cristiano e nell’evangelizzazione.

Molti ragazzi si sono consacrati a Maria Santissima
Queste Giornate hanno reso viva la possibilità, in tempi difficili come i nostri, di poter testimoniare con gioia nelle famiglie, tra i giovani, nel mondo del lavoro o dello studio e in tutti gli altri settori della vita, la bellezza della fede e della carità. Tra i giovani è doveroso sottolineare l’opera delle cosiddette “Voci”, che professando la consacrazione di devozione mariana, stanno cercando di portare nel mondo l’annuncio di Cristo attraverso specifiche missioni nelle scuole ed in collaborazione con le Parrocchie dove vivono. Auguro a tutti di poter sperimentare i benefici di queste splendide Giornate di Formazione!

Fabio Trevisan